Centenario della scomparsa di G.Cena

Commemorazione ufficiale per il fondatore delle prime scuole dell’Agro Pontino

Giovanni Cena… « chi era costui? »

L’Istituto Comprensivo G. Cena festeggia il centenario della morte del suo dedicatario

Resteranno delusi quanti pensavano che sarebbe passato sotto silenzio il decorrere di una ricorrenza importante come il centesimo anniversario della morte di un personaggio chiave per tutta la storia del nostro territorio pontino. E chi, moderno Don Abbondio, s’era già rassegnato all’ignoranza ( e rassegnarsi all’ignoranza farebbe rivoltare nella tomba l’illustrissimo Cena, protagonista del nostro discorso ) dovrà prendere atto di una realtà irrevocabile: la nostra città deve riconoscere a Giovanni Cena – poeta, pedagogo e uomo impegnato a più livelli nel sociale – il merito di aver posto i fondamenti – e pure le fondamenta, in senso materialmente strutturale – dell’istituzione scolastica nel nostro territorio pontino.
Poeta del cuore, amico fervente dei lavoratori dell’Agro, Giovanni Cena si prodigò per l’istruzione elementare dei transumanti e dei lavoratori stagionali che popolavano le nostre terre malariche nel secondo decennio del Novecento, difendendo fermissimamente il progetto di realizzazione di scuole per i contadini, al punto tale che a lui fu dedicato il primo edificio scolastico in muratura edificato lungo la via Appia in località Casal delle Palme.
E se è vero che le nostre radici passate fanno naturalmente parte di noi e ci prescindono, è altrettanto vero che certe ricorrenze della storia meritano di essere celebrate.
Ecco il motivo per cui l’Istituto comprensivo Giovanni Cena di Latina, che tra i suoi plessi non a caso annovera gli edifici scolastici storici del centro della città, ha allestito due eventi di elevato rilievo culturale gli scorsi 6 e 7 dicembre: il primo, ospitato dall’Aula Magna dell’Istituto tecnico commerciale Vittorio Veneto e alla presenza dell’Assessore alla cultura Antonella di Muro; il secondo, nei locali di via Lepanto afferenti al nostro Istituto Comprensivo, alla presenza della Dott.ssa Cannella del CSA di Latina. Studiosi ed esperti del calibro di Carla Vaudo, Giorgio Ippoliti, Francesco Tetro, Lucia Santucci, Perluigi Starace e Luca Leone ( per citarne solo alcuni ) hanno ripercorso le tracce del protomaestro dell’Agro mettendo in luce le sue doti intellettuali e morali, ma soprattutto sottolineando l’enorme debito culturale che tiene legato a Cena ogni abitante del nostro territorio.
Il Professor Luigi Orefice, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo, organizzatore della due giorni di eventi, ha tenuto al fatto che in primo luogo i suoi alunni di tutti gli ordini di scuola fossero sensibilizzati alla conoscenza della vita e delle opere del dedicatario dell’Istituto, promuovendo a tale scopo una mostra fotografica e artistica sul tema della bonifica, una piccola rappresentazione teatrale ispirata alla storia di Cena e un’esibizione sontuosa dell’orchestra polifonica dell’Istituto con i suoi ottanta allievi musicisti.
Il « sugo della storia » – per chiudere il nostro trafiletto con un’allusione allo stesso inventore del proverbiale quesito di partenza, quel Manzoni che fu di Giovanni Cena quasi contemporaneo e forse ispiratore – è un invito che si estende all’intera cittadinanza: l’invito a non dimenticare. Con la certezza che una soluzione certa ai pericoli del nostro momento presente è l’impegno ad abbattere i muri dell’ignoranza, del pregiudizio, dell’egoismo; e in questo, l’esperienza di vita del Cena ci faccia luce e ci sia guida.

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